Russamento e apnee notturne (OSAS) a Roma
Russamento e apnee notturne a Roma: diagnosi e trattamento dell’OSAS
Il russamento, o roncopatia, è molto frequente ed è provocato dalla vibrazione dei tessuti delle vie aeree superiori durante il passaggio dell'aria nel sonno.
In molti casi si tratta di russamento semplice. In altri, però, può essere associato a episodi di riduzione o interruzione del flusso respiratorio e rappresentare uno dei segnali della Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS).
Russare non significa necessariamente avere l'OSAS. Quando però il russamento si accompagna a pause respiratorie, risvegli frequenti, sensazione di soffocamento, sonno non ristoratore o sonnolenza durante il giorno, è opportuno effettuare una valutazione specialistica.
Russi abitualmente o ti hanno riferito pause respiratorie durante il sonno?
Una valutazione specialistica permette di distinguere il russamento semplice da un possibile disturbo respiratorio del sonno e di individuare gli eventuali fattori anatomici coinvolti.
Il Maestro Luca Tarsia rappresenta con ironia i disagi familiari legati al russamento cronico.
Che cos'è la Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno?
La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno (OSAS) è caratterizzata da episodi ricorrenti di ostruzione parziale o completa delle vie aeree superiori durante il sonno.
Durante questi episodi il passaggio dell'aria si riduce o si interrompe temporaneamente nonostante lo sforzo respiratorio. Il sonno può diventare frammentato e meno efficace e, nelle forme clinicamente significative, possono verificarsi ripetute riduzioni della saturazione di ossigeno.
L'OSAS non deve quindi essere considerata semplicemente una forma più intensa di russamento, ma una condizione che richiede un corretto inquadramento diagnostico e terapeutico.
Rappresentazione delle vie aeree superiori nel russamento e nelle apnee ostruttive del sonno.
Quali sintomi possono far sospettare un'OSAS?
Alcuni segnali meritano particolare attenzione:
- Russamento abituale e intenso
- Pause respiratorie osservate durante il sonno
- Risvegli con sensazione di soffocamento
- Sonno agitato o non ristoratore
- Cefalea al risveglio
- Bocca secca al mattino
- Stanchezza e sonnolenza durante il giorno
- Difficoltà di concentrazione e irritabilità
La presenza di uno o più di questi sintomi non consente, da sola, di diagnosticare l'OSAS, ma può indicare la necessità di ulteriori approfondimenti.
Perché il chirurgo maxillo-facciale si occupa di OSAS?
La pervietà delle vie aeree superiori dipende da numerosi fattori. Tra questi possono avere un ruolo la morfologia del massiccio facciale, la posizione della mandibola e del mascellare, la lingua e i tessuti molli circostanti.
In alcuni pazienti una mandibola retrusa o determinate alterazioni dento-scheletriche possono contribuire alla riduzione dello spazio disponibile per le vie aeree.
La valutazione maxillo-facciale permette quindi di studiare non soltanto il sintomo russamento, ma anche le eventuali componenti anatomiche cranio-facciali che possono contribuire all'ostruzione respiratoria durante il sonno.
Come si diagnostica l'OSAS?
Valutazione clinica
Comprende l'analisi dei sintomi, delle caratteristiche del russamento, della qualità del sonno e degli eventuali fattori predisponenti.
Studio delle vie aeree superiori
La valutazione anatomica e funzionale può contribuire a identificare le possibili sedi e i meccanismi di restringimento delle vie aeree.
Valutazione cranio-facciale e dell'occlusione
Lo studio della posizione reciproca di mandibola e mascellare e delle eventuali alterazioni dento-scheletriche è particolarmente importante quando si sospetta una componente anatomica maxillo-facciale.
Esame del sonno
La diagnosi richiede un esame strumentale del sonno scelto in base alla valutazione clinica. La polisonnografia è l’esame di riferimento; in adulti selezionati può essere indicato un monitoraggio respiratorio domiciliare. Se l’esame domiciliare è negativo, inconcludente o tecnicamente inadeguato, il percorso diagnostico può richiedere una polisonnografia. Questionari, registrazioni del russamento e dispositivi personali non bastano da soli per confermare o escludere l’OSAS.
Come si curano il russamento e le apnee notturne?
Non esiste un unico trattamento valido per tutti. La terapia dipende dalla diagnosi, dalla gravità del disturbo respiratorio, dalle caratteristiche anatomiche, dal peso corporeo, dalle eventuali patologie associate e dalla tollerabilità delle differenti terapie.
Stile di vita e controllo del peso
Quando indicato, la riduzione del peso corporeo e il controllo degli altri fattori predisponenti possono rappresentare una componente importante del trattamento.
CPAP
La CPAP mantiene aperte le vie aeree durante il sonno attraverso una pressione positiva ed è una terapia di riferimento per l’OSAS. L’indicazione viene definita nel percorso di medicina del sonno. Se la maschera o la pressione risultano difficili da tollerare, occorre rivalutare adattamento e impostazioni con il curante prima di decidere un’alternativa.
Dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD)
I Mandibular Advancement Devices (MAD) sono dispositivi intraorali che mantengono la mandibola in una posizione più avanzata durante il sonno. Quando indicati per l’OSAS, sono preferibili dispositivi personalizzati e regolabili, gestiti da un professionista con competenza specifica, in collaborazione con il medico del sonno.
L'avanzamento mandibolare può modificare la posizione della lingua e dei tessuti molli collegati alla mandibola contribuendo, nei pazienti correttamente selezionati, a migliorare la pervietà delle vie aeree superiori.
Effetto dell'avanzamento mandibolare sullo spazio delle vie aeree nel paziente con OSAS.
Prima di utilizzare un MAD è importante valutare la situazione dentale, parodontale, occlusale e dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM) e controllarla durante il trattamento.
Quando può essere indicata la chirurgia?
Una valutazione chirurgica può essere indicata in pazienti selezionati, per esempio quando la terapia a pressione positiva non è tollerata o accettata e vi sono condizioni cliniche e anatomiche appropriate. La consultazione chirurgica serve a confrontare le opzioni e non implica automaticamente un intervento. Il percorso viene concordato con gli specialisti di medicina del sonno.
Chirurgia ortognatica e avanzamento maxillo-mandibolare
La posizione di mandibola e mascellare può contribuire al restringimento delle vie aeree. L’avanzamento maxillo-mandibolare può essere valutato in pazienti selezionati con OSAS anche quando non è presente una evidente malocclusione: l’indicazione dipende dall’intero quadro respiratorio, anatomico e clinico.
Nei casi appropriati, l'avanzamento maxillo-mandibolare modifica la posizione dello scheletro facciale e dei tessuti molli ad esso collegati e può determinare un aumento dello spazio delle vie aeree superiori.
L'indicazione chirurgica richiede uno studio accurato e non può essere stabilita sulla sola presenza di russamento.
OSAS e peso corporeo
Il sovrappeso e l'obesità possono rappresentare importanti fattori di rischio per l'OSAS. Quando presenti, il controllo del peso e dei fattori metabolici può costituire una componente importante del percorso terapeutico.
A seconda delle caratteristiche del paziente può essere necessaria la collaborazione tra differenti specialisti, tra cui esperti di medicina del sonno, pneumologi, otorinolaringoiatri, odontoiatri, chirurghi maxillo-facciali e specialisti della nutrizione e del metabolismo.
OSAS, MAD e articolazione temporo-mandibolare
La valutazione dell'occlusione e dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM) assume particolare importanza soprattutto quando viene preso in considerazione un dispositivo di avanzamento mandibolare.
Poiché il MAD mantiene la mandibola per diverse ore in una posizione differente da quella abituale, è opportuno valutare preventivamente la situazione articolare, muscolare, dentale e occlusale e controllarla durante il trattamento.
Come si verifica che il trattamento funzioni?
Russare meno o sentirsi meglio non dimostra, da solo, che le apnee siano controllate. Dopo l’adattamento di un MAD è necessario verificare l’efficacia con un esame del sonno indicato dal medico. Anche dopo un intervento chirurgico occorre rivalutare il disturbo respiratorio: possono persistere apnee o essere necessari ulteriori trattamenti.
Il MAD richiede controlli dentali, parodontali e dell’occlusione. Possono comparire fastidio muscolare o articolare e modifiche dei rapporti tra i denti. La chirurgia comporta rischi specifici, tra cui dolore, gonfiore, sanguinamento, infezioni e, per gli interventi sui mascellari, alterazioni della sensibilità e modifiche occlusali. Benefici e rischi vengono discussi durante la pianificazione.
La valutazione del Prof. Giulio Gasparini
Il Prof. Giulio Gasparini è Professore Associato in Chirurgia Maxillo-Facciale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e Responsabile della UOS di Chirurgia Preprotesica del Policlinico Gemelli IRCCS. La valutazione maxillo-facciale considera le componenti scheletriche, dentali e articolari rilevanti per il percorso terapeutico dell’OSAS, in collaborazione con gli specialisti del sonno.
Fonti istituzionali e scientifiche
- Scheda di Giulio Gasparini sul sito del Policlinico Gemelli.
- Sonno e disturbi: contributo del Prof. Giulio Gasparini sul sito Gemelli.
- Linea guida AASM 2017 sulla diagnosi dell’OSAS nell’adulto.
- Linea guida AASM/AADSM 2015 sui dispositivi orali per OSAS e russamento.
- Raccomandazioni AASM 2021 sulla valutazione chirurgica nell’OSAS.
Le linee guida sono riferimenti scientifici generali, distinti dalle pubblicazioni del professionista; la scelta terapeutica richiede una valutazione individuale.
Come preparare la prima visita
Porta i referti e, se disponibili, le registrazioni degli esami del sonno, l’elenco dei farmaci e la documentazione delle terapie già provate. Se utilizzi CPAP o MAD, porta le informazioni relative al dispositivo e alle difficoltà riscontrate. Non è necessario eseguire autonomamente nuove radiografie o TC.
Se vivi fuori Roma, contatta lo studio prima del viaggio per verificare le modalità della visita e l’eventuale esame preliminare dei documenti. Il percorso deve prevedere anche i controlli e la collaborazione con il medico del sonno.
Domande frequenti su russamento e OSAS
Chi russa ha necessariamente l'OSAS?
No. È possibile russare senza presentare apnee ostruttive. Un russamento importante associato ad altri sintomi merita tuttavia di essere approfondito.
Come faccio a sapere se durante la notte ho delle apnee?
Le pause respiratorie osservate dal partner possono farle sospettare, ma la diagnosi richiede una valutazione appropriata e un esame strumentale del sonno scelto dal medico.
Il MAD può sostituire la CPAP?
Può essere un’alternativa in pazienti selezionati, anche quando la CPAP non è tollerata, ma non è una sostituzione automatica. L’indicazione richiede diagnosi, valutazione odontoiatrica e verifica strumentale dell’efficacia. Non sospendere una CPAP prescritta senza concordarlo con il curante.
L'OSAS può dipendere dalla mandibola?
In alcuni pazienti la conformazione cranio-facciale e la posizione mandibolare possono contribuire alla riduzione dello spazio delle vie aeree superiori.
L'OSAS può essere trattata chirurgicamente?
In pazienti selezionati alcune procedure chirurgiche possono far parte del percorso terapeutico. È indispensabile identificare correttamente l'indicazione clinica e anatomica.
Una visita maxillo-facciale è sufficiente per diagnosticare l'OSAS?
No. La valutazione maxillo-facciale studia soprattutto le componenti anatomiche e funzionali di competenza. La diagnosi dell’OSAS richiede un inquadramento appropriato e un esame strumentale del sonno scelto in base al caso.
Valutazione specialistica per russamento e OSAS a Roma
Il percorso viene definito sulla base delle caratteristiche del singolo paziente e può comprendere la valutazione del russamento e dei disturbi respiratori del sonno, dell'occlusione, dell'ATM e delle caratteristiche scheletriche maxillo-mandibolari.
L'obiettivo è individuare quali fattori contribuiscano realmente all'ostruzione delle vie aeree e orientare il paziente verso il trattamento più appropriato.
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