Gravi atrofie dei mascellari e implantologia avanzata
Le gravi atrofie dei mascellari sono caratterizzate da una marcata riduzione dell'osso disponibile nel mascellare superiore o nella mandibola. Possono comparire dopo molti anni dalla perdita dei denti, in seguito a infezioni, traumi, precedenti interventi o resezioni oncologiche.
Quando la quantità o la qualità dell'osso non consente l'impiego sicuro dell'implantologia convenzionale, è necessario studiare una strategia riabilitativa personalizzata.
Valutazione del caso
La pianificazione parte dalla storia clinica e odontoiatrica del paziente, dall'esame del cavo orale e dalla valutazione della protesi desiderata.
La TC cone beam e le scansioni digitali permettono di analizzare tridimensionalmente l'osso residuo, la posizione dei seni mascellari, dei nervi e delle altre strutture anatomiche. Il progetto implantare deve essere definito in funzione del risultato protesico finale e delle condizioni generali del paziente.
Quali possibilità di trattamento esistono
Non esiste una tecnica valida per tutti i casi. In relazione alla sede e alla gravità dell'atrofia possono essere considerate:
• tecniche di rigenerazione e ricostruzione ossea;
• innesti ossei e rialzo del seno mascellare;
• espansione o rimodellamento delle creste alveolari;
• impianti inclinati o posizionati nelle aree di osso residuo;
• impianti zigomatici o pterigoidei nei casi selezionati di grave atrofia del mascellare superiore;
• impianti sottoperiostei o iuxtaossei personalizzati mediante tecnologia CAD-CAM;
• tecniche ricostruttive complesse nei pazienti sottoposti a resezioni oncologiche o con importanti difetti dei mascellari.
La scelta dipende dall'anatomia, dall'età, dalle condizioni mediche, dalle precedenti terapie, dal tipo di riabilitazione protesica e dal rapporto tra benefici, invasività e possibili complicanze.
Impianti iuxtaossei personalizzati CAD-CAM
Gli impianti iuxtaossei o sottoperiostei di nuova generazione vengono progettati individualmente sulla ricostruzione tridimensionale del mascellare o della mandibola.
Queste soluzioni possono rappresentare un'alternativa nei pazienti con atrofie estreme, quando gli impianti endossei convenzionali non sono indicati o richiederebbero ricostruzioni particolarmente invasive. L'indicazione deve essere posta dopo una valutazione specialistica accurata e una pianificazione integrata chirurgica e protesica.
Approccio multidisciplinare
I casi complessi richiedono una stretta collaborazione tra chirurgo maxillo-facciale, odontoiatra protesista, radiologo e laboratorio odontotecnico. La corretta progettazione della protesi e la gestione dei tessuti molli sono parte integrante del risultato.
Prima del trattamento devono essere discussi con il paziente le alternative disponibili, i tempi, le eventuali fasi chirurgiche, la possibilità di carico immediato o differito e i rischi specifici del caso.
Esperienza specialistica
Il Prof. Giulio Gasparini è Responsabile della UOS di Chirurgia Preprotesica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Professore Associato in Chirurgia Maxillo-Facciale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore.
La sua attività clinica, didattica e scientifica è particolarmente dedicata alla riabilitazione delle gravi atrofie maxillo-mandibolari e alle tecniche implantari alternative. È autore di studi scientifici sugli impianti sottoperiostei personalizzati CAD-CAM e dirige il Master universitario di secondo livello dedicato alla ricostruzione del sistema stomatognatico nelle gravissime atrofie.
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